Troppo vecchia per i selfie

Troppo vecchia per i selfie

Mio figlio mi chiede spesso perché non posto foto mie su instagram.

Gliel’ho spiegato molte volte ma non l’ho mai convinto.

Cerco di farlo qui: appartengo a una generazione in cui l’autocelebrazione non era contemplata, forse per colpa dell’educazione cattolica? Anche, ma non solo.

Certo è che negli anni 80, quando andavo al liceo, non erano molte le ragazze che si truccavano, presentarsi a scuola con fondotinta e rimmel non era qualcosa che si faceva, che non si sposava bene con lo studio. Sicuramente mi sbagliavo, era un preconcetto, ma fatto sta che anche all’università e soprattutto il giorno della laurea nessuna si sarebbe mai presentata con minigonna e tacchi a spillo, come vedo quando ci sono le sessioni di laurea alla Statale di Milano.

Tornando a selfie e foto personali in genere, non riesco, nonostante sia online da sempre e abbia vissuto in prima persona l’evoluzione dal website a blog a social, (e di lì alla deriva narcisistica di chi è andato online via via che passavano gli anni), dicevo che non riesco a mettere la mia faccia online pensando che possa fregarne a qualcuno. Onestamente, a chi interessa se sono andata a un evento o a un party? Davvero siamo messi così male da immedesimarci nella vita non più dei divi di Hollywood, ma delle casalinghe di Voghera?

Vengo da un mondo in cui l’egotismo e il narcisismo erano competenza degli psichiatri, oggi chiamati affettuosamente ‘psy’ dal popolo dei social.

Per cui, sì, credo di essere decisamente troppo vecchia per capire il senso di postare la cronistoria minuto per minuto della propria vita.

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