Niente mimose, grazie

Se esci da una delle rotaie prestabilite, non vieni tollerato.’

Per la Giornata Internazionale della Donna fatevi un regalo di serenità, leggete l’intervista a Susanna Tamaro su Huffington Post.

Ogni volta che la vedo in video o ne leggo qualche riflessione, mi sento come avessi fatto meditazione: mi coglie quel senso di leggerezza e di pace con me stessa che non ho certo provato stamattina alla lettura delle stories su instagram di influencer che pontificano sulla festa della donna. Sui social leggo solo tanta rabbia, rancore, frecciatine e sgomitamenti di tante donne, intellettuali o sedicenti tali.

Pacata come solo lei sa essere, vera e senza timore di dire ciò che pensa davvero, la Tamaro dice: ‘Se esci da una delle rotaie prestabilite, non vieni tollerato’. È la triste realtà, è ciò che accade ogni giorno in ogni ambito della nostra società, ma che nel mondo ‘delle donne’ noto sempre di più anche alimentata dai social e dalla loro architettura.

Intorno a me vedo tante rotaie su cui viaggiano milioni di persone, che non vogliono e non sanno deviare per  paura di non essere accettate. Vedo rabbia, tanta rabbia, vedo sgomitamenti, gruppi e congreghe di donne che si aggregano solo per far scudo contro altre donne. Sempre la solita vecchia storia. Se una donna non fa parte di un gruppo è una stronza, vedi come è stata attaccata Beatrice Venezi per non essersi conformata al pensiero comune.

E allora tutti dietro alle influencer che ti insegnano come pensare, come vivere e anche come definirti. Perché se è vero che oggi siamo liberi di scegliere il genere a cui appartenere, se poi scegli un genere devi conformarti a ciò che si aspettano da quel particolare genere.

Quello che mi dà una vera e propria sensazione di soffocamento è che non sento alcun desiderio di libertà nemmeno a cercarlo con il lanternino, ma tanto desiderio e bisogno di appartenere ed essere accettate da gruppi di donne che ti dicono come pensare e come agire.

Tutto questo a me fa molta tristezza e paura: come facciamo a liberarci dai vincoli imposti a noi donne da millenni, se quando qualcuna esprime un pensiero di dissenso dalla maggioranza viene annichilita a suon di post e stories? È questa la libertà di essere donne oggi?