Ma davvero le influencer devono eccitarsi per Bridgerton?

Come una serie Netflix ci riporta indietro di 30 anni

Nell’ultimo anno ho appreso molti insegnamenti delle influencer sui social: mi hanno insegnato a combattere il patriarcato, che cos’è il body shaming e come esibire con orgoglio il corpo femminile fintamente imperfetto. Ho imparato che dobbiamo essere indipendenti economicamente (prima delle stories su instagram non lo sapevamo?) insomma tanti principi morali alti e antisessisti. Ah, sì, mi hanno anche suggerito di indossare il tacco 12 per l’empowerment femminile… e di comprare tanti ma tanti cosmetici online, prodotti dalle stesse influencer, e che se voglio anche io diventare un’imprenditrice di successo, basta volerlo e magari seguire un corso online di quelli che vendono le suddette influencer su instagram. Studi universitari non pervenuti.

Poi nell’ultimo mese sono tutte entrate in fibrillazione e dimentiche di tutte le battaglie per la parità dei sessi hanno iniziato a dissertare di quanto sia sodo il sedere del Duca di Bridgerton, quanto sia irresistibile etc etc e tutto in un colpo mi sono ritrovata indietro di 30 anni ai tempi in cui editavo i romanzi Harmony.

Ma come? Le nuove generazioni che fanno le imprenditrici, le influencer di oggi sono ferme ai romanzi Harmony e alla favola del principe azzurro? Ok, nel frattempo tutto è evoluto e il Duca di Bridgerton impersona l’inclusività tanto cara in apparenza al popolo del web e di conseguenza alle influencer nostrane, ma qualcosa proprio non mi torna. Non mi capacito di come di fronte a una telenovela, perché di questo si tratta, c’è quella che decanta i costumi, quell’altra ultraquarantenne che si eccita a vedere il protagonista seminudo… ma siamo davvero messe così male?

Nel 2021 sui social, tra una lotta per avere più voce nella politica e una denuncia di come il corpo femminile sia ancora considerato dalla società, si discute di quanto sia bono l’attore di una serie che sembra uscita dalla penna di Liala? E il corpo di Regé-Jean Page non merita rispetto?

Ho messo a confronto la locandina della serie Netflix e una copertina di un romanzo Harmony History di molti anni fa. Trovate le differenze:

sempre la solita storia, sempre la ragazza prescelta perché più bella delle altre, sempre lui a offrire a lei una vita migliore, che da sola evidentemente non avrebbe potuto ottenere e. soprattutto, che vita senza l’innamoramento continuo? È questo, giustamente, il punto di arrivo di decenni di lotta per cambiare anche l’immaginario delle nostre figlie.

E allora ditelo che è tutta una recita, che vi basta un principe azzurro qualsiasi per farvi sognare di essere anche voi le ‘prescelte’.

Speriamo nelle prossime generazioni, che vi devo dire? E intanto mi gusto Pretend it’s a City, che ad ascoltare donne intelligenti e interessanti non si sbaglia mai.

Netflix, a cercare bene, offre molto di più del sedere del Duca di Bridgerton!

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