Considerazioni di prima estate

E poi torni a Milano dopo un po’ pensando che il peggio sia ormai passato. Entri nel solito negozio in cui ti misurano la temperatura, indossi i guanti e vai a vedere i vestiti, che non puoi provare. Dopo un po’ inizia a fare caldo, ti accorgi che nonostante i 30 gradi l’aria condizionata non è accesa. Scopri che il vestito che volevi non c’è, ma si può ordinare online, e arriva prossimamente non si sa di preciso quando.

Alla cassa, l’unica aperta in tutto il negozio immenso, la ragazza con mascherina ha i rivoli di sudore che le incorniciano il volto. Azzardi la domanda:

‘Come mai fa così caldo?’
‘Bisogna mettere a norma l’aria condizionata secondo le nuove regole covid.’

Il mondo è cambiato, Milano è cambiata.

La prima riflessione che mi viene da fare è: ‘Perché andare per negozi in una città in queste condizioni, con la mascherina che non ti fa respirare, non trovare quello che cerchi perché comunque anche il negoziante lo ordina online?’

Tanto vale starmene a casa comodamente seduta e ordinare al mio domicilio tutto quello che voglio.

‘Non è la stessa cosa’, dicono le appassionate di shopping. Certo, ma non è la stessa Milano quella che ci ha lasciato il covid e le misure esagerate per contenerlo. Continuerà così anche a settembre? Se sì, non mi avrete. Milano ha senso con i teatri, i ristoranti, i cinema e i negozi. Toglietele tutto questo e cosa rimane? Una città fastidiosa, con gente perennemente incazzata (e adesso a maggior ragione), dove non trovi parcheggio e se vai a piedi fai lo slalom tra bici, auto, tram e monopattini.

Fatemi capire: finirà tutto questo o è questo il nuovo mondo che avete pensato per noi? E se sì come pensate che potremo sopravvivere? I grandi magazzini delle città avranno ancora senso o dovremo vedere sempre più caseggiati abbandonati nei centri cittadini e chi ci lavora come sopravviverà se il commercio sta deviando tutto online?

Diventeremo tutti trasportatori e driver?