Blog vs Instagram

selfie in camera da letto

Se avete notato i post su instagram sono diventati sempre più lunghi e articolati rispetto ai primi tempi. La formula: foto + testo lunghissimo e motivazionale sta diventando la norma. Perché funziona e fidelizza i followers. Mi faccio paura da sola a usare nella stessa frase il verbo fidelizzare e il sostantivo follower.

I motivi sono vari, prima di tutto che gli utenti hanno ormai abbandonato siti, blog e anche facebook, tutti luoghi in cui la scrittura aveva un ruolo importante e si sono spostati su intagram dove l’immagine è ‘the king’. Però però se usi solo ed esclusivamente immagini diventa un album delle figurine panini, bello ma inutile.

E qui i guru del social media marketing hanno iniziato a fare meno foto, ma con testi motivazionali e profondi, si fa per dire, per vendere pentole/coaching/corsi/makeup…

E allora mi chiedo: mi piace scrivere, articolare il mio pensiero e devo ridurmi a farlo su uno smartphone per essere letta mentre uno attraversa la strada? O peggio, devo confezionare stories a go go, con testi pieni zeppi di refusi mentre sono al bar a mangiare un piatto di avocado toast?

Ho capito da un bel po’ che adeguarsi senza spirito critico al nuovo che avanza può essere un segno di modernità ma anche di stupidità. Per cui mi sono detta: ma il buon caro vecchio blog? Forse ha ancora senso, posso scrivere dal mio computer con megamonitor, pensare e rileggere quello che scrivo. Senza fretta.

E le stories che testimoniano partecipazione a eventi/party/convegni… a me non servono poi a molto, dal momento che la mia massima aspirazione è starmene seduta a scrivere.

Lascio dunque il piacere di creare stories glamourous a chi non ha ancora raggiunto la saggezza dei miei cinquant’anni.

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